lunedì 1 aprile 2013

Zeitgeist. Ovvero gli uni che valgono uno, le onde, i chip e il buddismo


Avvertenza: questo è uno di quei post minestrone, in cui le parole si mescolano e si centrifugano alla ricerca di creare sapore, più che sapere. Questo post parla alle papille, alle vibrisse, alle antenne, prima che al pensiero logico, e cerca di ricostruire una sensazione appena sotto il livello della percezione, invece di portare avanti una tesi precisa.


Ingredienti per 5 miliardi di persone:

- INTERNET DELLE COSE, 10 miliardi di terabyte
- INTELLIGENZA CONDIVISA, una spolveratina
- ALCUNI CONCETTI TAGLIATI CON CURA DAL BUDDISMO, q.b.
- PROGETTAZIONE PARTECIPATA, un mazzetto


Preparazione:

- Partiamo con un principio condivisibile, sacrosanto, inoppugnabile e sempre più sottolineato nella società contemporanea: ogni azione individuale si riflette a livello collettivo. Facciamo un esempio pratico: lo sport, da pratica individuale per il proprio benessere psicofisico, viene sempre più spesso - e a ragione - riproposto in chiave collettiva: fare sport previene una moltitudine di patologie, mantiene l'individuo in buono stato e lo allontana dal medico, dagli ospedali, dalle medicine. In parole molto concrete e poco poetiche: un cittadino che fa sport grava meno sul sistema sanitario e contribuisce ad alleggerire i costi dello stato. Così, la pratica dello sport viene progressivamente fatta passare come un dovere verso la collettività, utile in questi tempi di crisi a mantenere le conquiste in termini di welfare per tutti. A questo fa seguito per esempio che, prima di passarti gratuitamente i medicinali anti colesterolo, ti venga richiesto di dimostrare che stai facendo costantemente sport, impegnandoti per il bene della società. Il messaggio che passa è chiaro: un comportamento che fino a ieri era considerato un diritto individuale, sta diventando un dovere collettivo.

- Applicate questo concetto a ogni altro ambito della vostra vita: da quello che mangiate (è ovvio che le vostre abitudini alimentari si riflettono sulla vostra salute, e dunque è facile applicare gli stessi meccanismi relativi allo sport) a come guidate, a quante pause vi prendete sul lavoro, a quanto e come vi prendete cura della vostra automobile, della vostra abitazione, del vostro giardino: per esempio se avete un camino, che cosa bruciate? Che materiale inserite? Ogni quanto tempo? Oppure, che abiti comprate e quando e come li indossate? È ovvio che se vi prendete il raffreddore perché vi vestite troppo leggeri e poi dovete stare a casa da lavorare, la comunità ne risente e la colpa è in parte vostra.

- Mescolate questi concetti, con un po' di idee tagliate fini fini fini dal buddismo (in mancanza del buddismo vanno bene anche altre filosofie o religioni orientaleggianti, tanto di moda in questi anni). Il buddismo zen per esempio ha questa massima, che potete rivendere agli amici quando volete: gli individui si sentono infelici perché si credono onde, solo quando capiscono di essere tutti parte dello stesso mare possono essere felici.

- E ora mettere tutto in una terrina capiente, aggiungendo poco per volta (è importantissimo che lo facciate poco per volta o la ricetta risulterebbe indigesta alla popolazione mondiale) tutti i miliardi di tera byte di internet delle cose. Ogni singolo oggetto, ogni capo di abbigliamento, ogni strumento di lavoro, ogni mezzo di trasporto, ogni elettrodomestico, ogni animale domestico, ogni mobile e immobile saranno sempre in rete, fornendo dati sempre a disposizione della collettività, che giustamente può a questo punto controllare tutto di tutti, sapendo sempre che il proprio vicino mangia correttamente, si veste adeguatamente, dedica le giuste ore allo sport e non si agita troppo quando guarda per il giusto numero di ore programmi di intrattenimento insieme ai suoi figli, trascorrendo con loro il tempo stabilito dalla collettività.

- Infornate aggiungendo una spolveratina di intelligenza condivisa e sminuzzate il mazzetto di progettazione partecipata: in questo modo l'amalgama acquisterà subito un aroma invitante e una fragranza irresistibile. Proprio come con Facebook, Foursquare, Pinterest, Twitter non dovrete imporre nulla ai vostri commensali. Saranno loro, grazie al delizioso profumo emanato dalla pietanza, a partecipare sempre più numerosi alla mensa, fornendo dati, accettando di barattare porzioni sempre più consistenti di individualità in nome di una collettività giusta, sana, corretta, equa e tanto, tanto cool. I commensali anzi inviteranno amici e parenti e troveranno ridicolo e anche un tantino fuori moda chi non avrà voglia di assaggiare la pietanza partecipativa dove tutti sono a conoscenza di tutto e la realtà sarà interamente mappata e fruibile in modo digitale. Del resto già ora, senza saper fornire una spiegazione precisa se non - lo fanno tutti - le persone inseriscono quotidianamente un'infinità di foto riguardanti quello che mangiano, si taggano in ristoranti, locali, piazze, utilizzano app che mostrano in tempo reale quanti chilometri hanno percorso mentre facevano jogging e che strade hanno scelto.

- E ora, il gran filale. Se siete gli chef di questo piatto favoloso avrete cura di impiattare su enormi tavoli  partecipati, dirigendo a piacere tutti i commensali indirizzandoli esattamente dove preferite, perché essi non avranno più alcun controllo della loro individualità. Potrete dir loro di uccidersi, o di lottare, o di ammalarsi; il solo limite sarà la vostra fantasia! Infine potete deliziarvi divorandoli tutti.

- Buon appetito.

  

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