sabato 11 maggio 2013

Il mistero del toro e delle chiavi

Quando ero bambino internet non esisteva. Quando ero bambino adoravo le chiavi VIRO. Mi sembravano le chiavi migliori al mondo e ogni volta che nella mia vita appariva una nuova serratura (un garage, un lucchetto da bicicletta, una porta da cambiare) pregavo che la chiave portasse incise quelle quattro lettere perfette: VIRO.

Veneravo così tanto le chiavi VIRO perché ero convinto che nessun altro nome sarebbe stato altrettanto perfetto per 
una chiave: nel dialetto di Sassuolo, variante di quello di Modena, aprire si dice VIRER. «Vira c'la porta» sentivo dire, per esempio da mio nonno a mia nonna. Perciò, una chiave con scritto VIRO, si prendeva una semplice ma precisa responsabilità, affermando chiaramente, in prima persona indicativa, che avrebbe VIRATO, cioè aperto la serratura per cui era stata concepita. Una chiave VIRO, insomma, non avrebbe mai tradito le aspettative, e pur non promettendo mari e monti, avrebbe assolto la sua funzione impeccabilmente. Come se un recipiente si chiamasse CONTENGO o una lampada ILLUMINO.

Quando ero bambino, dicevo, internet non c'era ed era molto più difficile informarsi su faccende che non si potessero trovare all'interno di libri dalle copertine sbiadite ordinatamente abbandonati sugli scaffali delle nonne. Per questo ho passato un mucchio di tempo a interrogarmi sull'origine di queste chiavi perfettamente misteriose, fantasticando su vecchi artigiani della zona che nella mia immaginazione le forgiavano a mano partendo da ingombranti pezzi di metallo, comunicando tra loro rigorosamente in dialetto. Ora interent esiste. Così mi son detto: «prova». Ho trovato il sito della VIRO. Ed effettivamente ho scoperto che si tratta di un'azienda emiliana, di Zola Predosa per la precisione. Non lo so se anche nel dialetto di Zola Predosa VIRARE significa aprire. Di certo ho scoperto che all'origine del nome ci sono le prosaiche iniziali del prosaico fondatore: VIncenzo ROssetti.

Internet, in fin dei conti, è la chiave di molte delle serrature che mi interessa aprire ora che non sono più un bambino. E funziona benissimo, proprio come le chiavi VIRO. Eppure, molta di quella poesia fatta di fantasticherie ed immaginazioni, è rimasta tutta fuori dalla porta.

E il toro? Cosa c'enta quel toro nel titolo? In quel periodo, in cui adoravo le chiavi VIRO, avevo una sacra ammirazione mista a terrore misto a venerazione per un simbolo di testa cornuta che appariva sotto l'asse del wc. Ecco, quello nonostante gli sforzi, non sono mai riuscito a ritrovarlo. Nemmeno in internet

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